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  • Immagine del redattoreLewis Russell

I due telefoni


C’era una volta, un ragazzo.

Il ragazzo camminava lentamente, immerso nei suoi pensieri, allontanandosi dall’atmosfera gioiosa del mercatino di Natale alle sue spalle. 

Salì su un ponte, e proprio a metà di esso, di lato, vide qualcosa che scintillava alla luce di un lampione. 

Si avvicinò: era un telefono cellulare. 

Lo prese in mano. Lo analizzò.

Cercò di ricordare se avesse visto un ufficio degli oggetti smarriti nel mercatino, o un poliziotto. Ma quei pensieri scomparvero subito quando il ragazzo notò che il cellulare aveva un qualcosa di strano. Sembrava davvero simile al suo. 

Prese il suo telefono dalla tasca e li mise vicino.

Stesso modello. Stesso colore. Stessi graffi. Stesso adesivo sul retro, nella stessa posizione. Erano identici.

“Strana coincidenza” pensò.

Il cellulare non era bloccato, e il ragazzo pensò che il modo più facile di capire chi potesse essere il proprietario sarebbe stato quello di vedere le ultime fotografie che aveva scattato.

Aprì la galleria, e anche lì fu sorpreso: erano le sue foto.

Scorrendo tra le migliaia di immagini, vedeva quelle scattate da lui, i mille volti familiari, la sua ragazza, sua madre, i suoi amici.

Il mercatino di Natale dove era stato poco prima. 

Ma c’era qualcosa di ancora più strano: le foto sembravano continuare. 

Era il 25 dicembre 2023, e c’erano altre foto della città nella quale si trovava datate 26 dicembre. Il ragazzo continuò a scorrere e il 2023 divenne 2024, gennaio, febbraio, e marzo. Nuove città, nuovi posti. Cose che cambiavano.

Quasi improvvisamente, i mille selfie con la ragazza che amava finirono. 

Continuò a scorrere e nuove volti che non aveva mai visto apparivano, nuovi paesaggi, nuovi eventi: matrimoni, lauree.

Scorreva sempre più velocemente.

Da un certo punto in poi notò che non c’erano più foto con sua madre. 

Si fermò su una foto di una persona adulta, con i capelli bianchi e mille rughe, ma che innegabilmente riconosceva: era lui.

Il ragazzo girò il cellulare.

Il suo cuore batteva forte, le lacrime gli segnavano il viso.

Avrebbe potuto continuare a scorrere la galleria di foto.

Ma non lo fece.

Con un gesto deciso, lanciò il cellulare dal ponte, seguendolo con lo sguardo mentre rapidamente scompariva tra le acque del fiume sottostante.


Iniziò a correre, ma si fermò presto: all’altra estremità del ponte c’era la sua ragazza, che gli stava venendo incontro verso il mercatino di Natale.

“Hey, tutto ok?” disse lei, vedendo il ragazzo turbato.

Lui l’abbracciò come non aveva mai fatto fino ad allora.

“Ti amo”


Per quanto il futuro possa sembrare seducente, non esiste di nulla di così reale, di così tangibile, come il presente.

I mille piani, le mille visioni, svaniscono agli eventi che stanno succedendo, alle persone che ci sono accanto, che sono la vera cosa più importante del mondo.

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